Guida: Come vendere l’oro usato

oro usatoL’oro usato rappresenta un piccolo tesoretto per molte famiglie, ma non tutti ne sono pienamente consapevoli.

I braccialetti di quando si era piccoli, gli anelli che non entrano al dito, gli orecchini spaiati, delle medaglie d’oro o, semplicemente gli oggetti in oro che non piacciono più e che giacciono in fondo ai cassetti e di cui spesso nemmeno ci si ricorda, possono diventare denaro in poche mosse e senza problemi.

Come fare a trasformare in euro gli oggetti in oro o in argento usato? Grazie ai compro oro, che si sono affiancati ai gioiellieri di vecchia conoscenza, l’operazione è davvero molto semplice ed immediata.

Un compro oro, uno dei tanti che vediamo in ogni città o paese e che ci hanno stupito col loro proliferare, è in realtà una buona occasione per fare affari. Rivolgendosi ad un compro oro affidabile, serio ed onesto, c’è molto da guadagnare e non si rischiano sorprese.

La legge cerca sempre più di tutelare i cittadini che desiderano trasformare il loro oro usato in denaro e, al tempo stesso, impedire illeciti e truffe.

Ma come procedere per vendere l’oro e l’argento usato con la certezza di non farsi imbrogliare? Innanzitutto, se ad esempio si vuole vendere oro a Roma, si cerca un compro oro affidabile. Per riconoscerlo ci sono diversi sistemi; i compro oro o i banco metalli hanno sempre esposte le loro licenze. Se ci si rivolge ad un negozio appartenente ad una catena, si può essere ancora più tranquilli perché in questi casi la serietà è provata e c’è interesse a salvaguardare il nome. In più, questo tipo di compro oro ha quasi sicuramente un sito online su cui poter andare e guardare con calma regole, offerte e garanzie.

Tra i suggerimenti per vendere oro usato in sicurezza c’è quello di informarsi online, orientativamente, sul prezzo attuale del metallo e di diffidare di eventuali compro oro che offrono molto meno o molto di più rispetto al prezzo medio.

Andando nel negozio di Roma, se la nostra città è quella, potremo aver fiducia del compro oro che pesa davanti a noi l’oro che gli abbiamo portato (e che avremo approssimativamente già pesato a casa). Potremo stare più tranquilli anche quando il negoziante, se decidiamo di vendere, ci chiede i documenti e registra la vendita con i nostri dati. In ogni caso, chiedere un preventivo non ci obbliga a cedere il nostro oro usato se non siamo convinti, e solitamente il preventivo è gratuito. Questo è un ulteriore motivo per farsi fare sempre più preventivi da compro oro e argento differenti, prima di scegliere a chi vendere.

A volte si rimane perplessi sentendo parlare di compro oro e banco metalli. Tra i due ci sono diverse differenze, riassumibili nel concetto che un banco metalli può fondere l’oro che gli viene consegnato e rivenderlo a banche e fonderie. Il compro oro non ha licenza di fusione e si rivolge per lo più a privati, il banco metalli tratta maggiormente con operatori professionali del settore dei metalli preziosi. Un compro oro può valutare un oggetto in oro anche in base alla sua fattura e lavorazione, mentre un banco metalli prende in considerazione il solo peso del metallo prezioso.

La licenza per poter fare servizi di fusione viene rilasciata dalla Banca d’Italia ai soggetti che hanno particolari requisiti, come la forma giuridica di società e l’onorabilità. Conviene rivolgersi al banco metalli se si ha intenzione di investire in lingotti o oro fisico, mentre va bene il compro oro per vendere gli oggetti d’oro o d’argento per ricavarne contante.

Decidere di mettere insieme l’oro inutilizzato che si ha in casa, anche rotto o sotto forma di monete, magari abbinandolo ad oggetti in argento, può essere una buona soluzione per disporre di denaro liquido in tempi brevi. I compro oro pagano subito la merce che gli viene portata, in contanti fino alla cifra consentita per legge o con un assegno se l’importo è superiore ai 3.000 euro.

Ci si può stupire mettendo insieme oro spaiato, usato o fuori moda e vedendo quanti grammi di prezioso metallo si arrivano a sommare e, di conseguenza, la cifra che si può realizzare in poco tempo e con minimo impegno.

Visitare un compro oro a Roma, scegliendo quello di cui ci si può fidare e che abbiamo visto come valutare, può risultare essere davvero un’ottima idea e una piacevole sorpresa.

Fixing oro e argento cosa sapere

pepite oroLa quotazione dell’oro e dell’argento dipende principalmente dall’andamento dei mercati di riferimento, cioè dall’incontro della domanda e dell’offerta, e cambia continuamente nell’arco di una stessa giornata.

Per convenzione la quotazione ufficiale viene fissata 2 volte al giorno per l’oro, 1 volta a giorno per l’argento, sul mercato di Londra, il London Bullion Market Association (LBMA), che fa da riferimento a tutti i mercati mondiali.

Sin dal lontano 1919 il fixing (cioè l’atto di fissare la quotazione) avviene per opera di 5 grandi istituti bancari di importanza mondiale, che attualmente sono: Barclays, HSBC, Société Générale, Bank of Nova Scotia e Deutsche Bank, quest’ultima non fa più parte della LBMA.

La quotazione dell’oro è molto importante per tutti gli operatori del settore, dai colossi che operano nel mercato dell’oro e dell’argento, comprese le grandi società di produzione di gioielli e di preziosi ed i grandi investitori, fino ai negozi che si occupano di compravendita dei metalli preziosi.

Il mondo del fixing è rimasto per quasi cento anni praticamente uguale a sé stesso, a parte i processi di adattamento al progresso tecnologico.

Il mercato dei metalli preziosi, come del resto quello delle valute e quello di altri mercati, ha subito la maggiore rivoluzione soprattutto con l’avvento di internet preceduto, com’è noto, da un progresso tecnologico senza precedenti.

I mercati e le transazioni sono quindi ormai globali ed anche improntati ad una velocità di esecuzione impensabile fino a qualche decennio fa.

Nonostante ciò la politica di gestione del fixing è rimasta sempre la stessa, come quasi sempre gli stessi sono rimasti i soggetti protagonisti, cioè le grandi banche internazionali che provvedono a fissare la quotazione dell’oro.

Ma da qualche tempo la situazione è cambiata: come accennato prima, la Deutsche Bank, ha deciso di non sedere più al tavolo del fixing. Il fatto non è di poco conto e, per questo, va analizzato.

In primo luogo, vanno tenute in debita considerazione le motivazioni di questo abbandono.

Evidentemente, anche se non si è trattato esclusivamente di un riassetto strategico dei campi operativi della famosa banca tedesca, è indubbio come l’affievolirsi dell’interesse verso tutte le attività riguardanti le materie prime da parte della Deutsche Bank era già in atto da tempo.

Comunque, inizialmente si temevano le conseguenze di questo mutato scenario, che vede la Deutsche Bank al di fuori del London Bullion Market Association, in realtà per ora non è acmbiato molto, è noto come siano stati eseguiti tentativi, tuttora infruttuosi, da parte della Deutsche Bank stessa di mettere in vendita il proprio diritto di partecipazione al tavolo del fixing.

Tuttavia il comitato del London Bullion Market Association, composto dalle 4 banche rimaste (2 nel caso del fixing dell’argento) ha più volte cercato di rassicurare il mercato circa il fatto che le operazioni di fixing sarebbero continuate regolarmente, e di fatto così accade.

Nel frattempo, anche una soluzione quale quella dell’entrata di qualche altro colosso bancario al posto della Deutsche Bank si è sempre arenata, come è avvenuto per quella che sembrava una entrata in grande stile da parte di una grande banca cinese a sedere al prestigioso tavolo: tuttavia non si esclude un ritorno alla carica in breve tempo della banca orientale.

Un fatto certo è che proprio l’entrata della Cina potrebbe rappresentare una delle conseguenze di maggiore impatto sugli equilibri all’interno del London Bullion Market Association, vista l’importanza raggiunta dall’economia cinese a livello mondiale.

In generale, per una serie di motivi, si andrà sicuramente nella direzione di un ripensamento delle regole generali che governano il tavolo di Londra.

Questo potrebbe significare un maggiore coinvolgimento di molti più operatori del settore nel fixing dell’oro e dell’argento e, comunque, un riassetto dello stesso London Bullion Market Association.

Quello che per il momento è sicuro è il fatto che, agendo il comitato del London Bullion, nel momento in cui viene deciso il prezzo dell’oro, sia per conto proprio, sia per conto dei propri clienti (i quali avranno già eseguito degli ordini, per l’esecuzione dei quali avranno indicato un prezzo limite), proprio i clienti della Deutsche Bank hanno visto con un po’ di apprensione in più l’abbandono del tavolo del fixing da parte della loro banca di fiducia.

Per contro, però, è bene dire che nessuno conosce il fixing prima che questi venga dichiarato da tutti quelli che presiedono al tavolo e che, comunque, esso dipende anche dal bilanciamento degli ordini di acquisto e degli ordini di vendita che ogni rappresentante della banca rappresentata al LBMA ha in carico dai propri clienti.

Conseguenza di ciò è il fatto che la conoscenza del fixing stesso (e quindi del prezzo dell’oro) avviene per tutti gli operatori coinvolti, a livello mondiale, nello stesso medesimo istante.

Quotazione argento in euro

argentoMolti sono nel mondo i materiali cui si rivolgono soprattutto gli investitori, nell’ottica di una conservazione dei propri risparmi, quindi con finalità d’investimento. Alcuni di essi (oro e argento in particolare) uniscono tale necessità al piacere intrinseco di possedere finanche qualcosa di prezioso. Essi fin dall’antichità, riuscivano a trasmettere il potere di chi li possedeva, e faceva assurgere questi ultimi come una categoria di “persone speciali”, che potevano permettersi l’ostentazione di materiali preziosi.

Il materiale prezioso principe è stato sempre l’oro, immediatamente seguito dall’argento. Dell’estrazione dell’argento si hanno notizie fin dai tempi antichissimi, alcuni scritti evidenziano come esso era ricercato, estratto e lavorato fin dal IV° millennio avanti Cristo, e sono tanti i monili ritrovati in antiche tombe nobiliari, in ogni parte del mondo. Il suo nome probabilmente è da fare risalire dal latino “argentum”, quest’ultimo si rifaceva al termine greco “αργύριον”, nella lingua ellenica ciò significava “bianco, splendente, candido”, aggettivi intimamente legati alla colorazione propria dell’argento appena estratto.

Inizialmente l’argento, cosi come l’oro, era usato con finalità di scambio, era il tempo del baratto e gli antichi mercanti d’oriente, erano avvezzi portare l’argento in “verghe”, allo scopo di acquistare la mercanzia che poi era trasportata e successivamente rivenduta in Europa.

Facendo uno sbalzo temporale di qualche secolo, si arriva alla coniatura dell’argento, il metallo per la sua tenerezza si prestava a essere lavorato in maniera ottimale, e furono tante le nazioni che lo scelsero con funzioni di “monetizzazione“. L’utilizzo dell’argento subì un brusco calo di valore, quando alcuni grossi giacimenti furono scoperti in America del sud, non molti ad esempio sanno che l’Argentina deve il suo nome alle immense quantità di argento che ivi si ritrovarono, specialmente lungo il corso del “rio de Plata”.

L’argento rientra a pieno titolo in quei materiali preziosi universalmente ricercati, la sua presenza nel sottosuolo è circa venti volte maggiore del suo “fratello maggiore” l’oro, questo ne abbassa considerevolmente il suo valore, e di fatto lo rende perfetto per alcuni tipi di lavorazione, (non ultimi quelli della produzione di prodotti casalinghi, quali posate, vassoi, cornici) che se prodotti in oro avrebbero un costo abnorme.

Fisicamente il metallo è facilmente lavorabile, essendo fondamentalmente un metallo abbastanza tenero (anche se leggermente più duro dell’oro), a differenza di quest’ultimo il suo uso è frequente anche fuori dall’oreficeria, poiché è il metallo con la maggiore conducibilità elettrica esistente in natura. In alcune applicazioni è persino usato come esplosivo, l’unione infatti di argento e di cianato, produce il “fulminato d’argento”, materiale esplosivo classificato come esplosivio primario.

Come per tutti i materiali preziosi, il suo valore dipende dalla purezza, in commercio vi sono parecchie tipologie di argento, il più pregiato è il 999 (che contiene il 99.9% di argento), esso però non viene quasi mai usato per le normali lavorazioni. In gioielleria il “titolo” più usato è il 925, immediatamente seguito dall’835. Negli usi comuni (quali quelli riconducibili alla normale argenteria) il “titolo” più frequente da ritrovare è l’800. La lega dell’argento è leggibile sulla “punzonatura”, quest’ultima non è altro che un numero impresso sull’oggetto. La punzonatura che è regolata per legge, garantisce la qualità del metallo, e di fatto è una delle cose che ne fissano il prezzo di vendita.

Il valore dell’argento nel passato è stato stabilito tramite diversi procedimenti. Nell’antichità esso era lasciato ai commercianti, gli esperti mercanti riuscivano a identificare la purezza “a occhio”, e complice anche la mancanza di frodi, si basavano sul peso del metallo prezioso per concludere gli affari.

Dal 1897 il prezzo era calcolato dalla London Silver Market Fixing Limited, quest’ultima non era altro che una società che si occupava della vendita di materiale prezioso, vendita che trovava il suo naturale svolgimento nel London Bullion Market. Il prezzo era calcolato sulla stima di vendita e acquisto comunicato giornalmente delle banche, il procedimento, che solo successivamente fu introdotto anche per l’oro, resto in vita per 117 anni, esso fu messo da parte sull’onda di alcuni scandali che misero in dubbio la lealtà dei soggetti che fissavano il prezzo. Il sospetto era che le banche alterassero i valori di domanda e offerta, in maniera tale da fare avere delle importanti differenze di prezzo, il tutto a danno del consumatore finale. Le class action che interessarono il valore dei metalli preziosi, e la volontà di ricercare un procedimento più trasparente, portarono nell’agosto 2014 a individuare due soggetti terzi, (Cme Group e Thomson Reuters) che tramite un algoritmo matematico, tenendo conto sempre della domanda e dell’offerta del materiale, fissano il prezzo per oncia di argento (l’oncia è un sistema di misura inglese, ed equivale a circa 30 grammi), il pagamento di solito è calcolato sul dollaro americano.

Il procedimento che avviene giornalmente è universalmente conosciuto con il nome di Fixing silver. In Europa tale Fixing è tramutato, tramite un normale procedimento di conversione, in chilogrammi per euro, ultimamente esso si aggira attorno ai 400€/kg.

Aprire un compro oro in franchising, consigli

pezzi d'oroÈ indubbio come all’attuale situazione di crisi economica sia corrisposto, per diversi motivi, un boom dell’apertura dei negozi compro oro. Difatti, in un momento in cui molti soggetti, alle prese con piccoli o grandi problemi di liquidità, si sono ritrovati a dover cercare una soluzione ai loro problemi, i negozi compro oro si sono rivelati il business perfetto. Ed aprire un negozio compro oro si è rivelato sin da subito conveniente e redditizio.

Un negozio compro oro si occupa principalmente di acquistare gli oggetti preziosi usati dai privati per poi rivendere, naturalmente ad un prezzo maggiorato, ai grossisti l’oro che, in seguito, verrà fuso.
La loro attività può essere confusa con quella di una tipologia simile di esercizio commerciale, il Banco Metallo. Tuttavia bisogna tener presente che tutto il materiale usato ritirato da quest’ultimo ha come unica destinazione la fusione e l’affinazione dell’oro. Quindi il Banco Metallo si rivolge innanzitutto alle fonderie (per la fusione) ed alle banche (per gli oggetti ormai affinati e trasformati in monete, lingotti o medaglie).
I negozi compro oro possono invece decidere se destinare gli oggetti raccolti alla fusione, oppure se rivenderli direttamente nel proprio punto vendita come preziosi usati.
Esistono esempi di successo commerciale nel mondo dei compro oro: “OroElite” è un esempio di marchio affermato in questo settore.

È abbastanza evidente come, proprio per la natura specifica di questo tipo di attività, il rischio d’impresa sia decisamente basso, in quanto legato quasi esclusivamente alla liquidità necessaria per ritirare gli oggetti usati in oro dai clienti (che quindi sono anche fornitori).
Ma il rischio d’impresa stesso può essere addirittura azzerato aderendo alla formula del franchising: in tal caso la casa madre provvederà al ritiro di tutto l’oro accumulato, per cui praticamente inesistenti saranno le giacenze di magazzino e l’oro invenduto.

Ma che cos’è il franchising? E perché conviene?
Il franchising è una formula commerciale, detta anche affiliazione, in cui un soggetto affiliante, detto “franchisor”, che rappresenta la casa madre e, spesso, anche un marchio conosciuto, concede ad un soggetto affiliato, detto “franchisee”, la possibilità di esercitare un’attività, in proprio, con la finalità che vengano perseguiti gli obiettivi commerciali indicati nello stesso contratto di franchising.
Il soggetto affiliato potrà avvalersi, perché possa svolgere al meglio la propria attività nel reciproco interesse di entrambe le parti, di tutto il know-out messo a disposizione dal soggetto affiliante, delle potenzialità derivanti dall’uso del marchio e di tutto quanto il franchisor fornirà in termini di prestazioni, assistenza, supporto pubblicitario e commerciale.
In cambio il franchisor chiede, di solito, una royaltie in percentuale sul fatturato e, talvolta, una fee d’ingresso.
È consigliabile, naturalmente, che l’affiliato si informi circa la serietà e la storia del franchisor: nell’ambito del compro oro la scelta di un franchising “sicuro”, e di un marchio conosciuto, genera da sola fiducia nei clienti, che si sentono rassicurati nel portare i loro oggetti usati nel punto vendita.

Un franchising compro oro è quindi l’ideale per chi si affaccia per la prima volta nel mercato della compravendita dell’oro, ma anche per quanti, già operanti nel settore, come orefici, o gioiellieri, vogliano dare ulteriore impulso alla propria attività.
Il vantaggio più evidente è quello di poter essere sempre seguiti dalla casa madre, sia negli aspetti fondamentali dell’apertura, sia nel corso della gestione dell’attività.
In fase di preapertura, l’affiliante fornirà precise indicazioni (spesso vincolanti) sulla localizzazione ottimale del punto vendita e sull’organizzazione del layout. Fornirà inoltre una formazione al candidato e, fra le altre cose, supporterà quest’ultimo nelle strategie di marketing.
È possibile poi che il franchisor preveda delle agevolazioni a favore dell’affiliato per quanto riguarda l’investimento iniziale (o che possa avere delle convenzioni con le banche a questo scopo).
Come già detto, però, il franchisor deve poter essere in grado di supportare l’affiliante in ogni fase del suo cammino.
Un servizio che fa veramente la differenza è il supporto per la gestione in rete del negozio: i compro oro online, d’altro canto, hanno, e non a caso continuano ad avere, un grande successo.
Infine resta importantissimo, anzi fondamentale, il ritiro dell’oro invenduto ad opera del franchisee: in tal modo, come già detto, viene ridotto, se non addirittura azzerato, il rischio d’impresa per l’affiliato.

Compro monete d’oro, scegli il meglio OroElite

monete investimentoMonete d’oro, una passione che può diventare un investimento.

La storia delle monete ha accomunato diverse culture e la loro coniazione ha rappresentato momenti importantissimi per la nostra nazione e per altri stati.

La passione per la numismatica ha permesso a numerosi collezionisti di dare vita ad un vero e proprio commercio di questi oggetti, che se prima erano ritenuti solo un vanto per i possessori, oggi sono considerati quasi un piccolo tesoretto.

Siamo nel pieno di una crisi economica e le monete sono diventate un bene di rifugio considerevole, perché al contrario di titoli ed azioni, rappresentano un punto di forza per i possessori che possono contare su beni dal prezioso valore intrinseco e che difficilmente possono subire svalutazione rispetto all’andamento economico.

Attualmente, si cerca di dare importanza al mercato dell’oro di cui se ne segue l’andamento, ma nello stesso tempo, gli appassionati di numismatica cercano di effettuare scelte ponderate soprattutto in termini di caratura, purezza e stato di conservazione delle monete.

Prima, si era fieri di possedere una moneta di indiscusso valore numismatico, oggi invece, il collezionista è diventato più oculato e cerca di accomunare la passione per la numismatica con monete commercialmente interessanti.

L’importanza dello stato di conservazione di una moneta d’oro.

La numismatica non dava particolare rilievo alle regole, che invece esistono per chi vuole utilizzare le monete d’oro in suo possesso, ai fini dell’investimento economico.

Mentre il collezionista viene attratto dalla rarità dell’oggetto, è bene sapere che l’investimento in monete d’oro, non si basa solo su questa caratteristica, ma anche sullo stato di conservazione delle stesse.

Ciò non significa che una moneta rara non abbia valore, ma sicuramente, l’usura cambia il valore dell’esemplare.

Solo gli esperti nel settore possono dare un giudizio competente e per questo, è necessario rivolgersi a quegli operatori di affermata stima come quelli presenti presso i punti vendita OroElite.

La professionalità dei compro oro velocizza le operazioni di compravendita, perché mette a conoscenza gli investitori dell’andamento del mercato aureo e valuta le monete in modo corretto e con la massima onestà.

L’aspetto delle monete è di basilare importanza e la ‘Coin Grading’, ossia la scala che valuta la conservazione delle monete, è uguale sia in Italia che negli Stati Uniti.

Più la conservazione dell’esemplare è elevata e più il valore della moneta aumenta in modo esponenziale ed esiste una tabella di comparazione per accertare l’effettivo stato di conservazione delle monete, con delle sigle che attestano se la moneta è poco leggibile, se è consumata sui bordi, se ha subito colpi rilevanti ma non deturpanti oppure se è una moneta che ha circolato poco e che quindi non presenta significativi segni di consunzione.

È fondamentale diffidare di persone poco esperte, poiché si sono verificati casi di operatori che hanno valutato le monete soggettivamente ma la realtà è ben diversa e per ottenere un corretto grading, bisogna conoscere il modo in cui è stato coniato l’esemplare, il modo in cui sono stati predisposti i ‘tondelli’e la forza che è stata impressa sulla moneta.

 

Il più alto stato di conservazione è il Fior di conio.

 

Con la specifica sigla FDC si intende l’eccellente stato di conservazione di una moneta.

Gli operatori professionali dei compro oro affermati, come quelli che esercitano presso punti OroElite, sono in grado di accertare la brillantezza degli esemplari.

Questi ultimi potrebbero presentare piccolissimi segni che non sono da attribuirsi all’usura, bensì al contatto con altre monete durante il processo di produzione nelle officine.

Quando avviene la produzione delle monete presso la Zecca, infatti, le monete cadono l’una sull’altra ed è possibile che nell’urto, subiscano quale insignificante abrasione, cosa che può avvenire anche quando vengono raccolte in sacchetti o negli appositi contenitori.

Questi piccoli difetti non diminuiscono il pregio della moneta che è sempre da considerarsi fior di conio.

Tuttavia, nella scala del grading viene apposta al lettera Q, nel caso in cui la conservazione della moneta sia quasi perfetta ma non raggiunge il grado esatto per essere annoverata tra fior di conio.

Gli operatori di OroElite sapranno anche giudicare il metodo di produzione di un esemplare che potrebbe avere un fondo particolare detto ‘a specchio’ con dei rilievi che presentano una leggera satinatura.

Monete di questo tipo, molto probabilmente non hanno mai circolato o potrebbero averlo fatto, ma si sono mantenute in ottimo stato di conservazione.

Per una corretta valutazione e per avere la garanzia di ottenere consigli validi e professionali, avvaletevi senza esitare di esperti nel settore, come gli operatori di OroElite.

Vendere oro usato, guadagno assicurato!

lampada oroVendere oro usato per guadagnare e far fronte alle spese impreviste.

Da quando nel nostro paese si sono diffusi in modo capillare i negozi di compro oro, i cittadini hanno potuto tirare un sospiro di sollievo poiché possono guadagnare discrete somme di denaro con l’alienazione di oro dismesso, rotto o fuori moda.
Infatti, portando i propri gioielli presso un banco metalli o presso i negozi di compro oro, possono recuperare discrete somme di denaro per acquistare beni di necessità o oggetti più utili.
Oramai questa convinzione si è diffusa a tal punto, che si cerca di recuperare l’oro anche dove fino a poco tempo fa era davvero impensabile.
Non tutti sono al corrente del fatto che esiste un commercio di oro da recupero che potrebbe rivelarsi molto redditizio.
Il metallo giallo da sempre ha un valore incommensurabile tanto da essere usato non solo nella realizzazione dei monili da gioielleria ma anche nel settore dell’industria, nella robotica e nella costruzione di veicoli spaziali.
È un elemento che non viene mai attaccato dagli agenti atmosferici e non si deteriora quindi, si rivela utilissimo sotto tutti gli aspetti basti pensare che in odontoiatria è utilizzato per la costruzione di perni e ponti proprio per la sua affidabilità.

Grazie ad un’ampia informazione si può guadagnare estraendo oro in modo alternativo.

Complice internet, gli utenti sono venuti a conoscenza di una nuova formula di guadagno che si può ottenere estraendo oro dai rifiuti elettronici.
Il metallo eterno così come viene definito l’oro, viene introdotto anche nelle apparecchiature elettroniche come i connettori, le schede madri dei computer, i processori e quant’altro. Questi elementi una volta rotti e in disuso, prima venivano gettati tra i rifiuti speciali mentre oggi vengono riutilizzati per recuperare i componenti aurei contenuti al loro interno.
Ovviamente, l’operazione non è facilissima anche se alcuni siti web propongono dei metodi di estrazione che implicano l’uso di acidi e altre sostanze tossiche oltre all’utilizzo di alcune attrezzature speciali che costano cifre davvero esorbitanti.
L’estrazione dell’oro se effettuata in maniera casalinga, potrebbe essere pericolosa per la propria salute.
Nonostante questo nuovo modello di business riesca ad invogliare gran parte degli utenti, è sempre meglio diffidare dei metodi ‘fai da te’ per tutelare la propria incolumità fisica.
Inoltre, bisogna tener presente che per ottenere circa 15 grammi d’oro bisognerebbe recuperare una tonnellata di rifiuti elettronici.

Aziende attrezzate e specializzate, si occupano di recuperare l’oro dai rifiuti elettronici.

Per la crisi che il nostro paese sta attraversando, molti privati hanno cominciato seriamente a pensare di guadagnare in modo alternativo vendendo l’oro contenuto all’interno dei rifiuti elettronici.
Per i vari motivi elencati precedentemente, sono nate delle aziende specializzate e provviste delle attrezzature adatte per estrarre il metallo giallo in maniera competente e senza alcun pericolo.
È necessario rivolgersi ai punti di recupero autorizzati perché nonostante la tecnologia abbia compiuto passi da gigante, per l’estrazione bisogna far uso di sostanze chimiche altamente pericolose.
La separazione dell’oro dalle altre materie in esso contenute è un procedimento complesso ed articolato che richiede la dovuta perizia da parte dei tecnici.
Per quanto riguarda il tema di recupero e riciclo dell’oro, si sta interessando anche la Comunità Europea poiché questo metodo oltre ad essere una fonte di profitto è anche l’ideale per l’impatto ambientale.
Il progetto di recupero non è nuovo come potrebbe sembrare ma va avanti già dal 2005 e sembra essere un filone molto redditizio tanto che gli utenti interessati, acquistano vecchie schede madri, tablet e cellulari nei mercatini per poi portarli presso i centri autorizzati per permettere di estrarre l’oro.
Il momento sembra essere propizio basti pensare che vengono venduti più di quattro milioni computer all’anno oltre agli smartphone e ai cellulari.
È una realtà industriale che promette bene e potrebbe rivelarsi un ottima maniera di introito anche perché si è avvantaggiati dal punto di vista legislativo visto che è possibile raggiungere un duplice obiettivo ossia il guadagno personale e il recupero dei rifiuti con indiscusso beneficio per l’ambiente in cui viviamo.

Oro usato dove conviene venderlo?

oro usatoL’oro è il metallo prezioso che per tradizione viene considerato come sinonimo di ricchezza. Senza essere grandi esperti di materie prime, lo si evince anche dalla cultura popolare, che spesso ha coniato modi di dire come <<costruire ponti d’oro>>, oppure <<oro colato>>, per indicare situazioni in cui, rispettivamente, si cerca di convincere qualcuno con qualsiasi mezzo, oppure quando succede qualcosa di positivo e di inaspettato.
L’oro, in quanto materia prima, è quotato sul mercato borsistico ed il suo andamento è determinato da numerosi fattori. Certo è che da sempre il metallo giallo è considerato un bene rifugio, dal momento che per proprietà intrinseche è una materia prima che non svaluta mai oltre una certa soglia. Dunque investire nell’oro significa avere la certezza di entrare in possesso di di un metallo che può garantire una rendita certa, a differenza di tanti altri investimenti che invece corrono il rischio di svalutare molto e rapidamente, bruciando magari i risparmi di una vita.
Come anticipato, sono molti i fattori che influenzano il prezzo dell’oro, tra i quali è bene ricordarne alcuni.
– Crisi economica mondiale: nei periodi di crisi gli investitori (piccoli e grandi) tendono a cautelarsi spostando parte del proprio denaro nell’acquisto di beni rifugio come l’oro. L’aumentare della domanda determina anche l’aumento del prezzo.
– Crescita delle economie di alcuni Paesi: se è vero che la crisi porta molti investitori ad acquistare oro, è anche vero che la crescita di economie emergenti come quella Cinese, Indiana, Russa, determina la richiesta massiccia di oro da parte di tali Paesi ed anche in questo caso, all’aumento della domanda segue un aumento del prezzo.
– Andamento del valore del dollaro: il prezzo dell’oro è generalmente indicato in dollari l’oncia. Tra dollaro e oro esiste un rapporto inverso: se il dollaro si apprezza l’oro costa meno e viceversa.
– Scelte delle banche e dei grandi investitori: il mercato mondiale è dominato dai grandi investitori e dall’operato delle grandi banche. Nei momenti in cui questa oligarchia che domina i mercati decide di acquistare massicce quantità di oro, rapidamente il metallo giallo acquisisce valore; se invece decidono di vendere allora si deprezza (fermo restando che il valore, come spiegato in precedenza, non si svaluterà mai molto).

Il prezzo dell’oro fino ad agosto del 2014 veniva fissato due volte al giorno dalla riunione tra cinque delle maggiori banche mondiali che in conference call si incontravano valutando ordini di acquisto e di vendita. Si trattava della London Buillion Market Association.
Da agosto del 2014, a seguito di numerosi controlli da parte delle autorità competenti sulle banche componenti del LBMA, nonché a seguito di una richiesta di maggior dinamismo da parte dei mercati, la quotazione oro non è più competenza del LBMA, avviene in tempo reale e la sua valutazione cambia ogni pochi secondi. La valutazione del metallo giallo, è bene ricordarlo, riguarda l’oro 24k, vale a dire ad un livello di purezza di almeno 999/1000. I gioielli di norma invece sono formati da oro a 18k (750/1000), questo è il motivo per cui la valutazione dell’oro quando ci si reca in un Compro Oro è diversa da quella dei mercati.

I compro oro forniscono la grande occasione a coloro che vogliono vendere il proprio oro usato di poter contare sulla massima valutazione oro disponibile quotidianamente. Questi esercizi commerciali permettono di trasformare gioielli e preziosi non più graditi o superflui in oro contante. Una buonissima occasione per chi dovesse trovarsi in una situazione di ristrettezze economiche, ma anche per coloro che vogliono semplicemente liberarsi in modo intelligente di preziosi non più necessari.
Inoltre nei compro oro si possono perfino portare i propri preziosi per fonderli e creare un lingotto da conservare come investimento.
I Compro Oro infatti sono un passaggio obbligato per coloro che vogliono fondere il proprio oro; non ci si può infatti rivolgere direttamente ad una fonderia. I gioielli restano fermi 10 giorni per permettere eventuali controlli da parte delle autorità competenti e poi possono essere destinati alla fusione.
Talvolta i Compro Oro permettono anche di fare ottimi affari, poiché molti dei gioielli, se reputati idonei sono messi in vendita dal titolare come usati e dunque ad un prezzo di vendita estremamente competitivo.
I Compro Oro dei grandi marchi sono affidabili poiché controllati costantemente e dunque ci si può affidare con sicurezza e fiducia ai loro servizi.

Quotazione oro in tempo reale

zaffiriLa vendita di gioielli usati è un mercato molto fiorente e quando si decide di vendere il proprio oro (in tutte le forme possibili) non si ha che l’imbarazzo della scelta, ma bisogna prestare molta attenzione per far fruttare al meglio la dismissione.
Non essendoci una norma di riferimento che fissa la commissione da scalare rispetto alla quotazione ufficiale, ogni negoziante si regola a modo suo.
In virtù del vuoto legislativo, quindi, ogni gioielliere può acquistare oro lavorato applicando le condizioni che gli sembrano più adeguate.
La contrattazione è libera e non prevede alcuna intermediazione: dopo aver effettuato, ciascuno per suo conto, una stima circa il valore dell’oro, le due parti si mettono d’accordo sul prezzo finale della transazione che deve essere dettagliamente trascritta in un apposito registro.
Per vendere al meglio i propri monili, bisogna però considerare che un punto vendita tradizionale non ha la possibilità di garantire un trattamento economico vantaggioso perché gli alti costi di gestione non gli consentono di essere competitivo.
Molto più conveniente, invece, richiedere un preventivo ad un Compro Oro on line, anche se la cosa migliore da fare è verificare più offerte stando attenti ad eventuali richieste di spese o oneri aggiuntivi.
Grazie al web, con pochi click l’utente può conoscere la quotazione dell’oro in tempo reale, senza recarsi personalmente al negozio.
E non solo. Su internet si possono sfruttare una serie di servizi innovativi e gratuiti, molto utili per ottimizzare la vendita disponibili solo on line.
Si tratta di preziosi strumenti, studiati ad hoc per la piena soddisfazione del cliente e che consentono di ottenere maggiore liquidità.
Prima di registrarsi su un sito specializzato ed attivare la procedura che precede la vendita, si può iniziare a verificare il titolo dei propri oggetti.
L’oro utilizzato per la creazioni di gioielli non è mai “oro puro a 24 carati” e, osservando il timbro impresso su tutti i monili, si può facilmente risalire all’esatta caratura.
La maggior parte degli oggetti, essendo a 18 carati, hanno una purezza pari a 750/1000 ma, in caso di preziosi in oro rosso o antichi, quasi certamente si tratterà di oro a 14 carati, meno pregiato.
Non sottovalutate la possibilità di cedere monete d’oro, soprattutto se hanno un titolo pari o superiore ai 20 carati (oro giallo), molto richieste e ben pagate.
Per la pesatura potete procedere velocemente avvalendovi di una bilancia elettronica ma ricordate di non includere il peso di eventuali pietre preziose che vanno tolte e periziate, in modo da stabilire se, commercialmente, hanno o meno un determinato valore.
Conoscere in anticipo il quantitativo d’oro in vostro possesso vi consentirà di effettuare una stima abbastanza precisa del valore, semplicemente moltiplicando il peso degli oggetti per la quotazione del momento.
Tutto questo avrà un duplice beneficio: da un lato vi metterà al riparo da eventuali raggiri e, dall’altro, vi consentirà di rifiutare offerte al ribasso.
Per un aggiornamento in real time del fixing giornaliero, vi sarà utile consultare siti aggiornati 24 ore su 24 e molto affidabili come Buillon Vault o Kitco, mentre per monitorare il trend del metallo prezioso, sono disponibili grafici e contributi video sulle migliori piattaforme di trading on line che vi aiuteranno a comprendere le strategie fondamentali per poter concludere un buon affare.
Senza perdervi in meccanismi troppo sofisticati, vi basterà approfittare di un momento in cui il prezzo dell’oro tende a salire per spuntare un buon prezzo, in caso contrario, correte il rischio di ricavare molto meno.
Affidandovi ad un Banco metalli specializzato potete utilizzare sia il servizio di “newsletter” che, in base alle vostre esigenze, vi invierà via mail tutte le informazioni di cui avete bisogno (comprese le ultime novità che conoscerete in anteprima) e sia il “blocca prezzo” on line grazie al quale sarete tempestivamente avvertiti nel caso in cui il prezzo spot dell’oro raggiunga l’importo da voi indicato nell’apposito form.
Ma non è tutto. Potete aderire al alcune iniziative dei grandi Gruppi, allettanti e vantaggiose, come l’incentivo corrisposto agli utenti che “condividono il brand sul profilo dei social” più noti (facebook, twitter, google +), semplicemente inserendo un post o un commento positivo.
In caso di un quantitativo rilevante, inoltre, un altro modo per arrotondare i propri guadagni è quello di chiedere una “valutazione più alta” oppure, esibire “la migliore offerta ricevuta da un competitor”, e chiedere un nuovo preventivo, più conveniente per voi.
Poche regole e piccoli espedienti che, nel loro insieme, vi permetteranno di incassare più di quanto avreste osato sperare!

Aprire un compro oro, perchè scegliere il franchising

oro lavoratoNegli ultimi anni si è visto un continuo incremento di negozi compro oro. Nonostante il periodo di crisi, infatti, sono stati veramente molti i punti vendita aperti, spesso in franchising, permettendo a tante persone di trovare un lavoro e a moltissime altre di potere vendere i propri metalli preziosi come oro e argento a prezzi convenienti.

I negozi compro oro sono diventati una sorta di ancora di salvezza per molte famiglie in difficoltà che hanno potuto vendere oggetti mai utilizzati e, allo stesso tempo, sono diventati un modo per molti piccoli imprenditori, per aprire un’attività abbastanza sicura.
Chi ha posto attenzione ai differenti negozi compro oro avrà sicuramente notato che quelli maggiormente richiesti sono i punti vendita appartenenti a un marchio conosciuto. Il franchising, soprattutto in questo settore, è molto importante perché, nonostante l’enorme richiesta, molti utenti sono restii a vendere il proprio oro presso un negozio che non possa offrire le garanzie di un grande nome. Per questo motivo, quando si voglia decidere di aprire un negozio compro oro, la scelta del franchising rappresenta una scelta vincente e non solo per chi è già pratico del settore come, ad esempio, gioiellieri che si vogliono convertire verso questa diversa attività commerciale, ma anche e soprattutto per chi è alle prime armi nel mercato dell’oro.

L’apertura di un compro oro in franchising conviene per una serie di motivi, primo dei quali quello di affidarsi ad un marchio già conosciuto che permette una maggiore visibilità del nuovo punto vendita. Inoltre, un franchising richiede che vengano rispettate delle regole ben precise che permettono di avere una gestione facilitata della merce e della burocrazia da seguire perché, soprattutto nei primi tempi, l’azienda principale offre ai propri affiliati un sostegno ed un’assistenza continui. Inoltre, il nuovo affiliato può disporre di una serie di corsi di formazione che gli permettono di essere sempre aggiornato su tutto quanto riguarda il mondo dell’oro e il mercato di questo metallo. Aprire un negozio compro oro in franchising, quindi, conviene al gestore che viene seguito ed accompagnato nel mondo della compra vendita dell’oro passo dopo passo. Ma anche la clientela ha sicuramente un maggiore interesse a rivolgersi ad un compro oro in franchising piuttosto che ad un negozio anonimo, che, a meno di non conoscerne con certezza l’onestà e l’affidabilità, può risultare meno sicuro rispetto ad un negozio gestito da un marchio in franchising, di cui è riconosciuta la serietà.

Per questo motivo, per vendere oro usato, può essere conveniente seguire una serie di procedure, prima tra tutte, quella della scelta del compro oro a cui rivolgersi. Una prima scelta deve necessariamente essere fatta via internet, dove si potrà definire quale sia il franchising cui ci si vuole rivolgere e trovare la filiale più vicina alla propria abitazione o comunque la più comoda per le proprie esigenze. I migliori compro oro in franchising permettono di utilizzare una particolare opzione, ossia quella del blocco del prezzo, per cui, al momento in cui ci si recherà in negozio (entro un certo numero di ore dalla richiesta del blocco del prezzo), l’oro che si vuole vendere verrà valutato al prezzo che si era bloccato durante la procedura on line. Indipendentemente dal franchising selezionato, i negozi compro oro, per potere essere considerati seri ed affidabili, effettueranno una pesatura del materiale d’oro e d’argento, preferibilmente con una bilancia a doppio display in modo che il cliente possa vedere il peso del materiale proposto per la vendita. Tuttavia, la pesatura può essere ritenuta valida solo dopo che gli oggetti siano stati liberati da eventuali pietre incastonate o da parti in altri metalli, che non sono indicativi per la valutazione effettiva del peso dell’oro.

Sia in forma di gioielli che di monete e lingotti, questo nobile metallo è sempre punzonato con un codice che ne identifichi il titolo, ossia i carati. Ma in caso di materiale dubbio, l’operatore del compro oro potrà eseguire lo spot test, ossia il saggio alla tocca, un test che permette di valutare la composizione dell’oro e quindi valutarne il valore.
Quando si vende il proprio oro, va sempre ricordato che l’offerta economica da parte dell’operatore del compro oro, viene effettuata solo ed esclusivamente in base al peso dell’oro e alla quotazione dell’oro in quella giornata. Questo è fondamentale soprattutto nel caso si vendano dei gioielli, che spesso sono stati pagati molto di più rispetto alla quotazione offerta semplicemente perché quando si acquista un gioiello non si paga solo l’oro, ma anche la lavorazione e, soprattutto, il nome del marchio. Nel momento in cui l’offerta viene accettata, la vendita non si può definire ancora conclusa. Per seguire alla lettera la normativa antiriciclaggio, infatti, la compra vendita dell’oro deve essere necessariamente registrata su appositi registri e deve essere presentato, da parte del cliente, un documento di identità che serve anche a confermare la maggiore età del cliente stesso (per legge i minorenni non possono vendere oro in negozi compro oro). Solo successivamente si può procedere al pagamento, che, per legge, non può essere effettuato in contanti per somme superiori ai 999 euro.

Come si stabilisce se un gioiello è prezioso?

oro diamantiIn tempo di crisi sono molte le persone che per tamponare un ammanco o avere denaro contante immediato decidono di vendere i propri gioielli in giacenza nel cassetto e che magari non hanno mai indossato. Che precauzioni prendere prima di intraprendere la vendita per avere i massimi vantaggi?

Sicuramente per prima cosa sarebbe utile capire da soli quanto potrebbe valere il gioiello che si ha intenzione di vendere. Nel caso si possedesse una collana d’oro la valutazione non dovrebbe essere difficoltosa. Quando il monile è stato forgiato solo in oro la sua stima appare semplice perché il prezzo è basato unicamente sul peso dell’oggetto, rapportato alla quotazione del metallo giallo in quel determinato momento. Sarà sufficiente procurarsi un bilancino di precisione e pesare la merce. Una volta segnato il peso in grammi verificare il prezzo dell’oro nel mercato finanziario e compiere l’operazione. Assicurarsi sempre che il metallo sia puro con pochi semplici passaggi: osservare con una lente d’ingrandimento la collana e provare ad individuare dov’è collocata la punzonatura che spesso è segnata in millesimi o in carati. Osservare bene che non ci siano differenze di colore altrimenti si potrebbe trattare di un oggetto solo placcato. E’ sconsigliato procedere con la classica prova del morso, è vero che se l’oggetto è in oro non dovrebbe rimanere il segno dei denti ma il metallo può comunque intaccare lo smalto della dentatura. Con una semplice calamita si può controllare che il monile non sia in ferro dorato, allo stesso tempo ricordiamo che la calamita attrae solo il ferro, l’oggetto potrebbe essere però di altri metalli. E’ sicuramente più indicato recarsi presso diversi compro oro autorizzati e vendere i gioielli al miglior offerente.

Nel caso si dovesse trattare di una collana antica e con una pregiata lavorazione è possibile anche contattare qualche gioielliere per trattare, non solo sul suo peso, ma anche sulla sua forgiatura e lavorazione.

Per cedere un anello di diamanti, conoscere la stima da soli può apparire un po’ più complicato. Spesso il prezzo di un anello di diamanti può variare tra modello e modello. Due sono le caratteristiche principali da osservare: il materiale con il quale è stato creato l’anello e le proprietà dei diamanti annessi. Quello che contraddistingue e classifica un diamante è il suo peso, la caratura, il taglio, la purezza ed infine il colore. In questo caso sarebbe opportuno rivolgersi al proprio gioielliere di fiducia oppure a dei veri professionisti del settore come i gemmologi con certificazione ed autorizzazioni legali per farsi fare una o più stime ma tutto questo ovviamente ha un costo. Esistono piccoli trucchi per capire la purezza e l’originalità di un diamante attuabili anche entro le mura domestiche. Il più semplice dei controlli è quello di alitare sulla pietra per pochi attimi, se dovesse rimanere appannata per alcuni secondi molto probabilmente la sua autenticità non dovrebbe essere vera perché i diamanti disperdono il calore immediatamente rimanendo sempre trasparenti e senza condensa. Anche la montatura è un ottimo deterrente per capire se si tratta di un falso, i veri diamanti sono montati sempre su metalli pregiati e preziosi, nel caso non dovesse essere così sarebbe meglio porsi qualche dubbio. I riflessi che produce un diamante puro avvolgono tutte le sfumature del grigio, se si notano strane iridescenze di altri colori non si sta osservando una vera pietra preziosa. La certificazione dell’autenticità di un anello con diamanti può essere fatta solo da un professionista del settore, questo foglio però garantisce condizioni di vendita più chiare ed affidabili al fine di ottenere un buon prezzo presso un compro gioielli usati.

Il valore di una spilla di platino può essere conosciuto con facilità. Anche questo metallo ha una sua quotazione in borsa che molto spesso è raddoppiata rispetto a quella dell’oro. Il platino è un metallo raro e prezioso, i giacimenti dove poterlo trovare sono minori rispetto a quelli per l’oro, di conseguenza il suo valore è estremamente più alto. Solitamente il platino viene utilizzato puro al 95%. Per appurare se ci si sta trovando di fronte ad un spilla in vero platino bisogna trovare, con una lente d’ingrandimento, la punzonatura con la dicitura PLAT o PT che ne attesti la veridicità. Il platino è un metallo estremamente resistente quindi non dovrebbe presentare segni o graffi, inoltre a parità di volume ha un peso maggiore rispetto ad uno stesso oggetto in argento, quindi è sempre consigliabile procedere con una precisa pesatura del monile.